La pratica nel dojo

La seduta di pratica, che dura mediamente un'ora e un quarto, inizia e finisce sempre con il saluto. Viene data molta importanza all'etichetta da tenere nel dojo e al rispetto reciproco tra praticanti. Questo non è da considerarsi nè un vuoto cerimoniale né deve diventare un atteggiarsi da samurai ma ha il fine di creare un'atmosfera che ci aiuti nell'apprendimento di uno stile di vita positivo e corretto. Seguire l'etichetta del dojo ci aiuta inoltre a staccarci dalle preoccupazioni quotidiane, calmare i nervi e prepararci alla giusta concentrazione per l'esecuzione delle tecniche.
L'ideale sarebbe che questa atmosfera di calma e concentrazione si espandesse dal tempo di permanenza nel dojo alle restanti ore delle nostre attività giornaliere.

Si inizia la lezione con un breve riscaldamento attraverso una ginnastica preparatoria specifica (aiki taiso) per allungare i muscoli, riscaldare le articolazioni, rilassare e preparare il corpo all'allenamento.

Seguono poi gli esercizi di concentrazione e respirazione volti a rafforzare l'hara (cioè il baricentro fisico e mentale di ogni essere umano). Questi esercizi hanno una funzione sia fisiologica, rafforzando l'attività respiratoria ed il controllo dell'apparato nervoso, sia mentale, costruendo il giusto spirito.

Successivamente si studiano le cadute, essenziali per preservare il praticante durante la pratica e gli spostamenti di base del corpo, le fondamenta delle tecniche.
L'insegnante dunque presenta le varie tecniche di base e le loro variazioni. Le tecniche vengono eseguite come kata (cioè in forme prestabilite in cui ci si alterna nelle parti dell'attaccante ed in quella di chi esegue il movimento di difesa). Lo studio avviene attraverso la continua collaborazione tra tori (colui che esegue la tecnica) e uke (colui che riceve la tecnica) perchè entrambe i ruoli hanno grande importanza nello sviluppare la giusta sensibilità del praticante verso tutti i fattori tecnici e mentali che investono la pratica. L'allenamento si svolge in un'atmosfera rilassata ma comunque non priva della necessaria concentrazione, dovuta alla natura delle tecniche che richiedono un'attenta esecuzione.
Queste possono essere a mani nude su differenti tipi di attacchi (prese, colpi di taglio, pugni e calci) e si sviluppano principalmente in proiezioni, leve e immobilizzazioni.
L'allenamento può avvenire in coppia o in gruppo, per favorire il veloce adattamento ad un ukè con caratteristiche continuamente diverse ed aumentare la sensibilità e la velocità.

Vengono anche studiate l'uso delle armi tradizionali giapponesi: la spada (Aikiken) e il bastone (Aikijo). Queste armi vengono usate nell'Aikido per un fine non solo tecnico ma soprattutto come mezzo per favorire l'unificazione del corpo e della mente attraverso la ripetizione dei kata.
Il raggiungimento di questa armonia è il fine ultimo della pratica aikidoistica, come dice Tada Sensei per suonare una melodia abbiamo bisogno sia della musica (il nostro spirito) sia dello strumento (il nostro corpo). Entrambi devono essere in armonia l'uno con l'altro e con l'energia dell'Universo.

Home page | cos'è l'Aikido | cos'è l'Aikitaiso | la pratica nel dojo | attrezzatura necessaria | storia dell'Aikido |
l'Aikikai d'italia | il nostro dojo | dove e quando | etichetta | contatti | links | news |